ESG: le banche alla guida della transizione

La nuova Direttiva Europea CSRD spinge le imprese a implementare strategie ESG. Le banche possono indirizzare il flusso di capitali verso i progetti più meritevoli. 

CSRD: la nuova Direttiva Europea per la rendicontazione in ambito ESG  

Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha avviato una serie di riforme volte ad accelerare il processo di transizione verso un’economia sostenibile, per poter raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.   

Per convogliare l’attività delle imprese verso questo obiettivo è stata emanata alla fine del 2022 la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), una direttiva riguardante la rendicontazione societaria di sostenibilità, che obbliga le aziende a dotarsi di presidi organizzativi e strumenti per misurare e migliorare l’impatto ESG del proprio business. 

Le aziende, per allinearsi agli standard di sostenibilità preposti, devono compiere scelte sostenibili includendo l’intera filiera del proprio business, selezionando attentamente clienti, fornitori e altri stakeholder. 

Per permettere un allineamento agli standard e una corretta selezione dei partner del proprio ecosistema è necessario uniformare il linguaggio in tema di rendicontazione. La nuova Direttiva ha adottato lo standard della Tassonomia, ossia il sistema unificato di classificazione delle attività economiche sostenibili in Europa. La Tassonomia prevede sei obiettivi ambientali, che sono coerenti con i requisiti minimi di rendicontazione in ambito ambientale previsti dalla CSRD; e permette di rendere più scientifica la descrizione nella nota integrativa di bilancio delle operazioni finanziare in ambito sostenibilità. 

Il ruolo delle banche nell’orientare la cessione del credito 

Gli istituti finanziari sono chiamati a svolgere un ruolo fondamentale per indirizzare il flusso di capitali in attività che hanno un piano credibile di transizione; infatti, quando si apprestano a erogare un finanziamento, devono entrare nel merito del progetto del cliente, valutandone il grado di investimento ESG e l’aderenza alle normative e applicare politiche di concessione del credito conseguenti. 

Viene quindi richiesta ai player finanziari una ridefinizione delle modalità di gestione del rischio di credito, considerando i rischi ESG delle imprese, non solo a breve, ma anche a medio e lungo termine. È importante inoltre considerare che questi elementi sono in grado di impattare sulla reddittività delle imprese e quindi sulla loro capacità di rimborsare il debito. 

Le banche assumono quindi sempre più il ruolo di educatori e facilitatori della transizione verso un’economia sostenibile. 

Il Taxonomy Alignment Tool di GFT 

Data la complessità delle normative, per rendere più semplice e fruibile per banche e aziende una corretta rendicontazione in ambito ESG, è necessario sfruttare strumenti innovativi per gestire e classificare più facilmente i dati relativi alla sostenibilità. 

GFT ha sviluppato il Taxonomy Aligment Tool, uno strumento in grado di guidare, in modo automatizzato, l’analisi dell’allineamento alla tassonomia delle iniziative economiche oggetto del finanziamento special purpose, favorire un monitoraggio nel tempo e la produzione in automatico di un report che tenga traccia della rendicontazione. 

Gli attori coinvolti in questo processo sono le aziende, che potranno condurre l’analisi dell’allineamento tassonomico delle proprie attività economiche; il gestore della relazione, che accompagna l’azienda nell’analisi di allineamento; e, potenzialmente, un ente terzo asseveratore, che dovrà verificare quanto censito dall’azienda ed emettere di conseguenza un certificato su blockchain. 

La spinta alla sostenibilità e alle tematiche ESG non deve essere solo normativa 

La CSRD rende evidente la necessità di integrare la sostenibilità all’interno del proprio business model e di sviluppare, nell’ambito delle proprie strutture aziendali, nuove competenze che siano in grado di incentivare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, passando attraverso un corretto adeguamento alle normative. 

Auspichiamo che la volontà delle aziende di intraprendere strategie in ambito ESG strutturate non sia guidato solo da motivazioni di compliance e quindi di adeguamento all’evoluzione delle normative, ma abbia come driver principale quello di rispondere all’evoluzione delle richieste dei clienti, senza dimenticare anche il tema fondamentale della governance dei fattori di rischio. 

 

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